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31/07/2009 | Nola | L’Associazione Meridies comunica di aver ricevuto ieri l’informazione della presentazione, da parte di Franco Barbato, deputato dell’Italia dei Valori, di un’interrogazione parlamentare a risposta scritta, diretta al Ministro per i Beni e le Attività Culturali On. Sandro Bondi, in merito alla situazione critica nella quale versa il Villaggio Preistorico di Nola. L’interrogazione che è stata presentata ieri, sarà registrata alla riapertura della camera dei Deputati a settembre. Nell’interrogazione Franco Barbato ha sottolineato l’importanza straordinaria del sito archeologico nolano, del lavoro svolto dall’Associazione Meridies per la sua valorizzazione e fruizione, ma anche l’estremo pericolo che stanno correndo le strutture a causa dell’aumento della falda acquifera sottostante l’area. Barbato ha quindi chiesto quali sono le iniziative che si vorranno porre in essere e qual è il futuro dell’importante sito nolano.

“Abbiamo appreso con piacere la notizia dell’intervento dell’On. Franco Barbato sul Villaggio Preistorico di Nola – ha sottolineato Angelo Amato de Serpis, Presidente di Meridies – che ringraziamo vivamente per l’attenzione che ha riservato al sito nolano ed al nostro lavoro. Speriamo che anche questa iniziativa possa contribuire a portare l’attenzione sul problema della salvaguardia e del restauro delle capanne, che rischiano di scomparire se non s’interverrà al più presto. La presentazione di tale interrogazione parlamentare ci ha fatto un po’ tornare il sorriso visto che, la prevista riunione del tavolo tecnico tra gli enti competenti per affrontare l’emergenza idrica attuale, è stata rinviata a data da destinarsi, mentre confidavamo molto in questo appuntamento per conoscere quali iniziative si stanno prendendo o si intendono prendere in merito. Purtroppo siamo ancora in attesa, nella speranza di non veder vanificare definitivamente tutto il lavoro che abbiamo svolto e l’impegno, anche economico, che Meridies ha riservato al villaggio di Nola. Speriamo che l’interrogazione di Barbato possa porre con forza l’attenzione, anche a livello ministeriale, dell’importanza della “Pompei della Preistoria”, come viene definito il sito di Nola”.

Il testo dell’interrogazione parlamentare di Franco Barbato è il seguente:

Per sapere - premesso che: nel territorio di Nola in provincia di Napoli, nel 2001 è venuto alla luce un sito archeologico di straordinaria rilevanza, risalente al periodo protostorico del Bronzo Antico (1800 a.C. circa), comunemente conosciuto come il Villaggio Preistorico di Nola; tale scoperta è considerata una delle più importanti degli ultimi decenni a livello mondiale e che il villaggio di Nola, la cosiddetta Pompei della Preistoria, è uno straordinario sito archeologico dell'Età del Bronzo Antico, seppellito dall'eruzione del Vesuvio detta delle Pomici di Avellino (1860-1680 a.C.), dato che l'eccezionalità, unica al mondo, del ritrovamento di Nola è dovuta al fatto che le capanne, sepolte dall’eruzione vulcanica, si sono conservate attraverso il loro calco nel fango e nella cenere che le ha inglobate, sigillando anche tutte le suppellettili che si trovavano nelle stesse al momento del disastroso evento; per la prima volta è stato così possibile comprendere la forma che avevano queste costruzioni, l'orditura dei tetti, la carpenteria e quale organizzazione avessero dato gli abitanti agli spazi delle abitazioni, nello svolgimento delle attività di ogni giorno;

considerato che: in tutti questi anni il Villaggio Preistorico di Nola, nonostante la notorietà sia a livello scientifico che di mass media, ha avuto una sopravvivenza piuttosto travagliata, sia a causa dell’estrema delicatezza delle strutture stesse, sia per le difficoltà economiche riscontrate da parte della Regione Campania (proprietaria dell’area) e della Soprintendenza Archeologica di Napoli per la cura del sito; fino ad oggi la conservazione delle capanne e la fruibilità dell’area per il pubblico è stata garantita quasi totalmente dal lavoro volontaristico dei giovani dell’Associazione Meridies di Nola che, quasi sempre con fondi propri e coinvolgendo privati, hanno provveduto a rendere, nel miglior modo possibile, fruibile l’area, aprendola e consentendo ad oltre 12000 visitatori all’anno di ammirare le straordinarie strutture; il Villaggio Preistorico di Nola è oggi chiuso al pubblico e corre un serio rischio di scomparire a causa di una falda acquifera sottostante l’area, che ha invaso la zona delle capanne mettendone a rischio la loro stessa sopravvivenza con la probabilità che, nel giro di qualche anno, il mondo perderà una testimonianza unica, per la quale si era avanzata qualche anno fa anche la possibilità di richiederne l’inserimento nella lista dei beni patrimonio dell’umanità dell’UNESCO; il villaggio di Nola è uno dei principali attrattori turistici dell’intera area nolana; la Regione Campania ha stanziato 21 milioni di euro per i beni culturali dell’area nolana ma, stranamente, solo 99.000 euro per il villaggio di Nola e non per intervenire sulle emergenze attuali, ma per realizzare un’area didattica, tra l’altro in parte già posta in essere, a proprie spese, da parte dell’Associazione Meridies;

se questo ministero, tenuto conto anche dell’urgenza e della gravità della situazione attuale, intenda intervenire e in quali modalità; se il sito archeologico nolano possa finalmente avere la debita attenzione ed il giusto risalto come merita; se è previsto un piano di restauro conservativo delle strutture, visto che un intervento in tal senso è stato iniziato alcuni anni fa, ma interrotto poco dopo; se, per tali interventi urgenti, possa prevedersi un piano straordinario economico specifico, nella speranza di fare in tempo a salvare un sito archeologico che rischia di sparire per sempre.


[Insomma.it]

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